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 NEW!!! Articolo Angelo su pellegrinaggio regionale 2008 Riduci

IL “REGIONALE” PIÚ GRANDE DI SEMPRE

 

Cattolica cioè universale

Nessuno dei vecchi amici poteva mancare a Lourdes in questo anno giubilare e tanti volti nuovi hanno voluto sperimentare l’esperienza del viaggio con l’unitalsi. Anche i vescovi della regione hanno scelto ancora una volta la nostra associazione per  i loro pellegrinaggi diocesani, e considerando che le alternative non mancavano, questa scelta è stata segno sicuro del grande favore di cui gode il nostro speciale modo di metterci in cammino. Il risultato è stata una partecipazione veramente straordinaria, che ha reso visibile la cattolicità della Chiesa stretta attorno ai suoi pastori in tutti i momenti di convocazione plenaria e soprattutto nella Messa internazionale della domenica. Questa esperienza di una Chiesa terrena che abbraccia tutti a Lourdes si sposa con la consapevolezza di una continuità della vita come la conosciamo oggi verso la vita incorruttibile, bellissima e senza fine; ne è risultata la sensazione anche fisica di essere inseriti in un fiume di grazia che attraversa la storia senza esserne limitato, un fiume che tutti abbraccia e trasporta. Questo hanno visto come prima cosa i fratelli e le sorelle che si sono incamminati con noi: quanti dubbi e quante diffidenze nei confronti dell’unitalsi si sono sciolti nel grande abbraccio della grotta, un abbraccio che barellieri e sorelle hanno esteso fino agli ultimi!

Siano i vostri servitori

Mille e mille storie, mille e mille voci: questa volta è proprio il caso di dirlo. Stando davanti al Salus o ai nostri accueils si poteva venire schiacciati dal peso di quelle voci, noi così poveri, piccoli e inadeguati. Questa sensazione sentivo particolarmente opprimente una notte durante il rosario che abbiamo l’abitudine di celebrare al termine dei turni di servizio. Quella notte sapevo di essere stato poco brillante nell’accompagnare i fratelli attraverso i segni di Lourdes, eppure una ragazza ha detto dalla sua carrozzina che era stata la notte più bella del suo pellegrinaggio. Mi ha insegnato molto. Non ci viene chiesto di essere all’altezza di situazioni più grandi di noi, di apparire sempre bravi, di sentirci soddisfatti: noi dobbiamo mettere tutta la fantasia e la fatica che abbiamo a disposizione, per quanto siano poca cosa, nelle mani di chi se ne serve con sapienza. Quanta arroganza nel voler essere adeguati al compito, quanta utile umiltà nel fidarsi di Dio! Con questa nuova consapevolezza in tasca è stato bello ricominciare il pellegrinaggio una, due, cento volte ed è stato bello guardare i nostri “capi” e trovare in tanti, nei migliori, proprio questa fiducia fatta servizio.

Unitalsi, una famiglia

Numeri da mal di testa e, in conseguenza, fatica grande per chi, ai vari livelli, ha coordinato i movimenti del pellegrinaggio, tanto che la bilancia per qualcuno segnava 2 chili di meno al ritorno a casa. Ma tanti non si sono accorti di nulla ed hanno vissuto serenamente ed intensamente il proprio viaggio: è stata una bella vittoria! Il segreto di questo successo? Lo posso dire con certezza: essersi stretti gli uni gli altri in una famiglia. Come quando si è fatto posto ai pellegrini che viaggiavano su quel vagone che non poteva transitare in Francia e che qualche genio di Trenitalia ci aveva assegnato. Come quando, tutti abbracciati, si è condivisa la gioia incontenibile dei due responsabili giovani che si sono scambiati l’anello di fidanzamento alla grotta o quando è arrivata dall’Italia la notizia dolorosa di una morte e ci si è resi prossimo dell’amica colpita. Naturalmente non è tutto: proprio come in famiglia avremo ora bisogno di confrontarci su cosa non ha funzionato, per crescere nell’efficienza, ma soprattutto nella fraternità.

Una presenza decisiva e lieve

Tra i nuovi mosaici Le nozze di Cana ha la posizione centrale, con quel ruolo speciale di Maria del quale i commensali non si erano accorti: è una intuizione felicissima e profetica del maestro Rupnik. Un turista ha chiesto ad un barelliere dove era la grotta, il barelliere gli ha preso le spalle e lo ha fatto ruotare: la grotta era lì e c’erano davanti entrambi. Senza la attenta presenza di Maria, ne siamo tutti convinti, questo pellegrinaggio non sarebbe stato possibile. Eppure quella stessa presenza e azione laboriosa non si impone e può sfuggire all’osservatore distratto, proprio come quella grotta paterna e materna dove noi ci sentiamo a casa, ma che a quel turista non diceva proprio nulla. Donaci occhi attenti alle necessità dei fratelli, prega l’unitalsi con la liturgia e aggiunge: sèrviti di noi perché altri ti possano riconoscere.

 

angelo torelli


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